Il  Gruppo Roma 72 “Rosa Bianca” è nato formalmente nel 1975, quando le associazioni scout cattoliche maschile e femminile si fusero per dar vita all’AGESCI, ma la sua storia affonda le radici nellarinascita dello scautismo romano nel 1944-46. Dal 1987 ha sede presso la parrocchia di San Giuseppe a via Nomentana.

 

Le origini

L’attuale Gruppo AGESCI prosegue le tradizioni del Ceppo Roma 43 dell’Associazione Guide Italiane (AGI) e del Gruppo Roma LXXXV dell’Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI), nel quale erano in precedenza confluiti il Roma XLII e il Roma XXI.

L’ASCI aveva registrato la nascita del Roma XXI il 28 marzo 1946 presso la parrocchia di S. Francesca Cabrini, in piazza Massa Carrara 15. Portava un fazzolettone azzurro con strisce bianche e si distingueva soprattutto nella tecnica. Tra le sue figure di riferimento, si ricordano Carlo Guarnieri e don Giuseppe Granero, nel 1960. 

Il Roma XLII fu registrato il 21 settembre 1944, inizialmente presso la parrocchia di Sant’Ippolito, in viale delle Province, con fazzolettone  rosso con bordo verde con una foglia d’acero nera sulla punta. Si spostò quindi presso la parrocchia dei SS. Martiri Canadesi, in via G.B. De Rossi 46. Il fazzolettone divenne nel 1960 metà giallo e metà blu, mantenendo la foglia d’acero. Eccelleva nell’espressione e tra le sue figure di riferimento negli anni Sessanta si ricorda p. Roy. 

Nel 1969 i due gruppi confluirono nel Roma LXXXV.

Sul versante femminile, le notizie storiche purtroppo scarseggiano. Dai dati dell’archivio AGESCI sappiamo solo che il Ceppo Roma 43 era attivo almeno dal 1970.

 

Il Roma LXXXV

Il Roma LXXXV era anch’esso di antiche tradizioni: la sua registrazione risaliva all’8 gennaio1946. Con la fusione il Gruppo operò presso tre parrocchie (a S. Francesca e ai SS. Martiri Canadesi si era aggiunta anche S. Giovanni Evangelista) e crebbe numericamente fino a contare nel 1972 ben 218 iscritti, articolati in tre branchi (Liana Gigante, Waingunga e Della Rupe) e due reparti (Centurione e Canada), il Noviziato e il Clan Nuove Frontiere.

Per staccarsi dalla tradizione dei gruppi precedenti, il rinnovato Roma LXXXV scelse il fazzolettone monocolore arancione, tuttora in uso al Roma 72. Secondo la tradizione, la scelta fu dovuta anche al fatto che i capi trovarono una pezza di stoffa arancione d’occasione da un grossista di Via della Pigna (dove avevano allora sede il Comitato Regionale ASCI e la cooperativa scout La Tenda).

Dal 1969 il Roma LXXXV, che rientrava nell’allora Zona Tiburtina, iniziò un percorso di rinnovamento e sperimentazione, le cui esperienze avrebbero portato all’unificazione di ASCI e AGI. Tra queste novità si segnalavano la Comunità Capi, in luogo della Direzione di Gruppo dell’ASCI, dal 1969-70; l’inserimento di Cheftain (capo donne) nelle unità maschili, con Gianna Sacco Akela di un Branco maschile nel 1969-73; la coeducazione fra ragazzi e ragazze in Reparto e in Clan, tanto da spingere quest’ultimo a chiamarsi “Clan delle Nuove Frontiere”; l’introduzione del cosiddetto Seniorato, predecessore dell’attuale Noviziato. 

 

Arriva il Roma 72

Il 4 maggio 1974 il cammino sostenuto anche dai capi del Roma LXXXV portò alla fusione di ASCI e AGI per dar vita all’AGESCI. Questo portò tra l’altro alla fusione del gruppo ASCI LXXXV con il Ceppo AGI Roma 43. La nuova associazione rinumerò le unità in base alla Zona di appartenenza. Il Roma LXXXV si trasformò così in Roma 72, passando contestualmente dalla Zona Tiburtina a quella Nomentana. 

A pochi anni dalla fusione il nuovo Gruppo contava un Branco, un Reparto, il Noviziato e il Clan. Nel 1979 la riduzione del numero dei componenti portò alla decisione di concentrarsi nella sola parrocchia di S. Francesca Cabrini. Nello stesso anno nascevano le “quartierate”, giornate a tema con giochi, musica, veglie organizzate dal Roma 72 a Villa Paganini o Villa Torlonia per coinvolgere il quartiere. La tradizione andò avanti per circa 15 anni. Nel 1980 rientrò nella Zona Tiburtina.

I primi anni Ottanta furono un periodo difficile a causa del rapporto con la Parrocchia e la scarsa disponibilità di spazi per le attività. Questo portò alla decisione di trasferirsi a S. Giuseppe al Nomentano  il cui parroco, don Silvano Minorenti, accolse il gruppo con grande disponibilità. Parte della Comunità Capi non condivise questa soffertissima decisione e decise di lasciare il Gruppo.

L’arrivo del Roma 72 a San Giuseppe fu ufficializzato con una lettera al parroco datata 4 settembre 1987. In Comunità Capi  entrarono come Assistenti Ecclesiastici i sacerdoti Franco Gualtieri, in Branco, e don Giovanni Pochini, in Reparto.

Nel 1994 un concorso interno al Roma 72 per adottare nome e inno di gruppo portò a scegliere “Rosa Bianca”, in ricordo del gruppo di studenti tedeschi che negli anni Trenta si opposero al regime nazista.

 

Gli anni 2000

Dal 2000 il Gruppo Roma 72 fa parte della Zona “Roma Centro Urbis”.

Negli anni 2004 e 2009 il Clan partecipa al progetto Harambé in Kenya e Etiopia. 

Nel 2010 dal capitolo del Clan sul consumo critico nasce il progetto “Cambuse Critiche”, un grande gruppo di acquisto solidale pensato per tutti i gruppi scout d’Italia, poi trasformatosi in una realtà gestita localmente in quasi tutte le regioni. Nel 2011 il Reparto partecipa al campo regionale Esploratori/Guide: “Le Squadriglie che fecero l’impresa”.

Nel 2012 il Clan partecipa al progetto del Settore Internazionale con una route a Sarajevo, gemellato con il clan del Cesena 9. 

Nel 2014 la Branca R/S partecipa alla Route Nazionale “Strade di coraggio diritti al futuro” con la realizzazione di un laboratorio al campo fisso a San Rossore e il coinvolgimento del prof. Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italia e vincitore del premio Goldman Enviromental 2013, una sorta di “Nobel” dell’ecologia. Il campo mobile si svolgeva in Irpinia gemellati con i Clan dell’ Avellino 1 e Vibo Valentia 1.

La La Comunità Capi comprende attualmente adulti, coinvolti soprattutto a partire dal 2016, ed alcuni giovani provenienti arrivati a Roma per studio e lavoro. Questa diversità rappresenta una ricchezza per la proposta offerta dal Roma 72, formalizzata nel Progetto Educativo di Gruppo 2019-2022. 

Una pandemia inaspettata

La pandemia ha visto il Roma 72 sospendere, a partire dal 4 marzo 2020, le proprie attività in presenza fino al termine del lockdown.  I capi unità però, con dedizione e con la massima inventiva possibile, hanno continuato a proporre attivtà da remoto.

Le attività sono state riprese al termine del lockdown sempre nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie di volta in volta in vigore, anche grazie al Patto di Corresponsabilità firmato con le famiglie. In particolare, in questi anni le riunioni si sono tenute all’aperto o a distanza e si sono svolti regolarmente i campi estivi. 

Patto associativo 2022-2025

A partire da settembre 2021 il gruppo ha ricominciato la fua fase di analisi per la stesura del nuovo PE.